Acronimi e Terminologia Supply Chain
Riferimento rapido agli acronimi, sigle e termini tecnici più utilizzati nella gestione della catena di fornitura, con espansione e significato operativo.
SCM
Supply Chain Management. Gestione integrata dei flussi di materiali, informazioni e capitali dall'approvvigionamento delle materie prime alla consegna al cliente finale. Comprende pianificazione, sourcing, produzione, logistica e gestione delle relazioni con partner commerciali.
S&OP
Sales & Operations Planning. Processo mensile di allineamento interfunzionale che riconcilia previsioni commerciali (domanda) con piani operativi (offerta), producendo un piano aziendale unico approvato dal management. Prerequisito per la pianificazione tattica di produzione e approvvigionamento.
SKU
Stock Keeping Unit. Unità minima di riferimento per la gestione del magazzino: identifica univocamente un prodotto in una combinazione specifica di varianti (colore, taglia, confezione). La proliferazione degli SKU aumenta la complessità operativa; la razionalizzazione del portafoglio SKU riduce scorte e costi.
MRP
Material Requirements Planning. Sistema di pianificazione informatizzato che calcola i fabbisogni netti di componenti e materie prime sulla base di MPS, BOM e giacenze. Genera ordini pianificati con le date di emissione e di consegna. MRP II estende l'MRP alla pianificazione delle capacità produttive.
MPS
Master Production Schedule. Piano principale di produzione che specifica quantità e tempi di produzione per ogni prodotto finito, su un orizzonte tipicamente da 3 a 18 mesi. È l'input primario per MRP e il ponte tra la pianificazione della domanda aggregata e la schedulazione della produzione.
BOM
Bill of Materials. Distinta base: elenco strutturato e gerarchico di tutti i componenti, sottoassiemi e materie prime necessari per realizzare un prodotto, con le quantità. Esistono BOM mono-livello, multi-livello, di pianificazione (modulare) e di ingegneria. Fondamentale per MRP e per la gestione delle varianti prodotto.
EOQ
Economic Order Quantity. Quantità economica d'ordine: la dimensione ottimale di un lotto d'acquisto o produzione che minimizza la somma dei costi di ordinazione/setup e dei costi di mantenimento scorte. Derivata dalla formula di Wilson (1913): EOQ = √(2DS/H).
ROP
Reorder Point. Punto di riordino: il livello di scorta al quale viene emesso un ordine di rifornimento. Calcolato come: domanda media nel lead time + scorta di sicurezza. Determina il quando ordinare; la EOQ determina il quanto.
SS
Safety Stock. Scorta di sicurezza: quantità di magazzino tampone mantenuta oltre la scorta ciclica per assorbire variabilità di domanda e lead time. Il metodo statistico si basa sulla deviazione standard della domanda e/o del lead time nel periodo di rifornimento.
OTIF
On-Time In-Full. KPI di servizio che misura la percentuale di righe d'ordine consegnate puntualmente (rispetto alla data confermata) e per la quantità completa. Ampiamente usato dalla grande distribuzione organizzata come standard contrattuale; penalty per OTIF inferiore al target sono comuni nei contratti di fornitura retail.
3PL
Third-Party Logistics. Fornitore di servizi logistici terzo che gestisce per conto del cliente attività di magazzinaggio, trasporto, fulfillment e valore aggiunto. Il 4PL (Fourth-Party Logistics) coordina la rete di 3PL e agisce come supply chain integrator per conto del cliente.
DC
Distribution Center. Centro di distribuzione: struttura logistica ottimizzata per il flusso di merci in uscita verso clienti o punti vendita, con elevato throughput e minimo tempo di stoccaggio. Differisce dal magazzino tradizionale per l'enfasi sul flusso piuttosto che sulla capacità di stoccaggio.
WMS
Warehouse Management System. Sistema di gestione del magazzino: software che ottimizza le operazioni interne (ricevimento, stoccaggio, picking, packing, spedizione, inventario). I WMS moderni si integrano con ERP, TMS e sistemi di automazione (convogliatori, AGV, robot).
TMS
Transportation Management System. Sistema di gestione dei trasporti: piattaforma che pianifica, esegue e ottimizza le spedizioni (selezione vettori, routing, tariffazione, visibilità tracking, gestione documentale). Si integra con WMS e ERP per orchestrare la logistica outbound e inbound.
ERP
Enterprise Resource Planning. Sistema gestionale integrato che centralizza i processi aziendali principali in un'unica piattaforma dati: contabilità, produzione, acquisti, vendite, magazzino. Nella supply chain, gestisce ordini, movimenti di magazzino, MRP e processi P2P/O2C. Principali fornitori: SAP, Oracle, Microsoft.
EDI
Electronic Data Interchange. Scambio elettronico standardizzato di documenti commerciali tra sistemi informatici di partner (ordini d'acquisto, conferme, ASN, fatture). Standard principali: EDIFACT (UN/CEFACT, prevalente in Europa) e ANSI X12 (USA). La sostituzione con API REST/JSON è in corso ma EDI rimane dominante nelle supply chain mature.
ASN
Advanced Shipping Notice. Avviso di spedizione anticipato: documento EDI/elettronico inviato dal fornitore prima della consegna, con dettaglio del contenuto della spedizione (articoli, quantità, lotti, confezioni). Permette pre-ricezione automatica nel WMS e pianificazione del cross-docking.
VMI
Vendor-Managed Inventory. Inventario gestito dal fornitore: accordo in cui il fornitore ha visibilità sulle scorte del cliente e si assume la responsabilità di gestirne i livelli, emettendo direttamente gli ordini di rifornimento entro i parametri concordati. Riduce il carico amministrativo del cliente e allinea gli incentivi del fornitore alla disponibilità del prodotto.
CPFR
Collaborative Planning, Forecasting and Replenishment. Pianificazione, previsione e rifornimento collaborativi: processo strutturato in cui retailer e fornitore condividono previsioni di domanda e piani di rifornimento per ottimizzare scorte e livello di servizio lungo la catena. Standard definito da GS1/VICS.
JIT
Just-In-Time. Filosofia produttiva e logistica che mira a ricevere materiali e produrre esattamente quando necessario, eliminando le scorte buffer. Originato nel Toyota Production System. Massimizza l'efficienza ma richiede fornitori altamente affidabili e aumenta la vulnerabilità alle disruption della catena di fornitura.
TCO
Total Cost of Ownership. Costo totale di possesso: somma di tutti i costi associati all'acquisto e all'utilizzo di un prodotto o servizio lungo il ciclo di vita, includendo prezzo d'acquisto, trasporto, magazzinaggio, qualità, manutenzione e smaltimento. Base corretta per le decisioni di sourcing strategico.
GS1
Organizzazione internazionale che definisce gli standard globali per l'identificazione di prodotti (GTIN/EAN/UPC), luoghi (GLN) e tracciabilità (SSCC per pallet, SGTIN per serializzazione). Il codice a barre EAN-13 e il QR Code GS1 DataMatrix sono standard GS1. Fondamentale per l'interoperabilità nella supply chain globale.
GTIN
Global Trade Item Number. Codice di identificazione globale del prodotto commerciale, assegnato secondo gli standard GS1. Include EAN-13 (retail europeo), UPC-A (retail USA), ITF-14 (imballaggi secondari). Il GTIN è la chiave per la lookup di dati prodotto nei sistemi di scambio dati commerciali.
RFID
Radio-Frequency Identification. Tecnologia di identificazione automatica basata su radiofrequenza: transponder (tag) applicati a prodotti o pallet emettono il loro ID quando interrogati da un lettore, senza line-of-sight. Abilita la lettura massiva (pallet level), il monitoraggio real-time e l'automazione del ricevimento merci. Standard EPC Gen 2 / ISO 18000-63.
IoT
Internet of Things. Nel contesto supply chain, sensori IoT su prodotti, veicoli, scaffali e impianti raccolgono dati in tempo reale su posizione, temperatura, umidità, vibrazioni. Alimentano la visibilità della supply chain e la manutenzione predittiva. La cold chain IoT garantisce il rispetto della catena del freddo.
DOS
Days of Supply. Giorni di scorte disponibili: indicatore che misura quanti giorni di consumo futuro è possibile coprire con le scorte attuali. DOS = Scorta disponibile / Consumo medio giornaliero. Usato per monitorare la copertura scorte per categoria, permettendo interventi proattivi prima degli stockout.
KPI
Key Performance Indicator. Indicatori chiave di performance. Nella supply chain i principali KPI sono: OTIF, fill rate, giorni di scorte (DOS), rotazione del magazzino, perfect order rate, cost-to-serve, cash-to-cash cycle time. I KPI devono essere SMART (Specific, Measurable, Achievable, Relevant, Time-bound).
P2P
Procure-to-Pay (o Purchase-to-Pay). Ciclo completo di approvvigionamento: dalla richiesta d'acquisto all'approvazione del pagamento al fornitore. Comprende: richiesta d'acquisto → ordine d'acquisto → ricezione merci → fattura → pagamento. L'automazione P2P tramite ERP e OCR riduce i tempi di ciclo e gli errori.
O2C
Order-to-Cash. Ciclo completo di evasione ordini: dall'acquisizione dell'ordine cliente all'incasso del pagamento. Comprende: ricezione ordine → verifica credito → picking/packing/spedizione → fatturazione → incasso. I KPI O2C misurano la velocità, l'accuratezza e il tasso di first-time-right.
DRP
Distribution Requirements Planning. Pianificazione dei fabbisogni di distribuzione: estensione di MRP al sistema distributivo multi-livello. Calcola i fabbisogni di rifornimento di ogni nodo della rete (DC regionali, filiali) dalla domanda al punto di consumo, consolidandoli nell'MPS dello stabilimento produttivo.